“La cosa più bella del passato è che è passato”, così si esprime Richard Bandler, uno dei fondatori della PNL, ma a volte per molti non è esattamente così, il passato torna, rimane, resta come fisso, immobile. Tuttavia mi viene da riflettere: dove sono i fatti accaduti nella mia ultima vacanza? E i miei compleanni passati? Sono nella mia testa, solamente nella mia testa, non sono qui, ora, nel presente, sono nella mia testa.
Quando ricordiamo, rendiamo presente il passato e riviviamo emotivamente quel ricordo che se è piacevole ci fa star bene ma se non lo è stiamo male e gli altri non ne comprendono affatto il motivo.
A questo punto potrei domandarmi: se i ricordi mi tornassero così spesso da condizionare pesantemente le mie scelte, il mio futuro, allora non sarebbe meglio che quei ricordi sparissero? Ma come fare?
La bella notizia è che è possibile, attenzione però, non che scompaia l’evento del passato così come è avvenuto (la storia non si cambia), ma scompare o meglio viene come devitalizzato l’impatto emotivo che provoca, ossia come rivivo quel ricordo. Dunque, vediamo ora come usare “la spugna”:
- Mettiti comodo, chiudi gli occhi, fa’ tre respiri profondi e porta alla mente il ricordo che vuoi superare.
- Ora guarda quel ricordo come se fosse proiettato su uno schermo davanti a te. L’immagine è fissa? È un film? È vicina o è lontana? Ha dei bordi o prende tutto il tuo schermo? È a colori o è in bianco e nero? È nitida o è sfocata? Ci sono rumori di sottofondo? Senti delle voci? Non senti alcun suono? Gli eventuali effetti sonori sono vicini o lontani? Seguono un ritmo particolare? Sono cadenzate? Avverti sensazioni tattili particolari? Cosa percepisci? Come e dove si manifesta, nel tuo corpo, la sensazione che ti infonde l’esperienza che stai (ri)vivendo?
- Ora immagina di avere tra le mani un telecomando e diminuisci il volume, rallenta gli effetti sonori, rendendoli incomprensibili, poi porta la manopola sullo zero, così da eliminare ogni suono e sostituisci il suono con una musica simpatica magari, come suggerisce Bandler, una musica circense, TA-TA-TARA-TARA-TA…, una musica divertente e totalmente fuori contesto, per creare un effetto stupore/paradosso.
- Immagina un’altra manopola che regola la luminosità e ruotala velocemente per ridurre la luminosità, poi metti più colore, toglilo, aumenta il contrasto, riducilo, sbianca l’immagine fino a farla sparire!
- Infine, con una terza manopola cambia il movimento, l’intensità, la direzione, la distanzia dell’immagine e riduci tutte le sensazioni che percepisci, tattili e non.
- Rimani quanto tempo ti serve per “giocare” con quel ricordo e, dopo un profondo respiro, riapri gli occhi e osserva se l’impatto negativo di quel ricordo si è smorzato, se, il tuo stato emotivo è cambiato rispetto a come ricordavi quell’evento, se ad esempio l’evento doloroso con la musica allegra ti ha fatto ridere…
- Potrebbero essere necessari un paio di tentativi affinché, quando cercherai di ripensare al brutto ricordo, l’impatto emotivo sarà meno doloroso o addirittura nullo.
Che dite, perciò, di dare un bel colpo di spugna e vivere più leggeri, in fondo “non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice” (Bandler).

